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Scoperchiamo la pentola

Aperta la prima forma "Kosher" nel Padiglione di Israele ad Expo 2015

31 ottobre 2015

Aperta la prima forma “Kosher” nel padiglione di Israele ad Expo 2015. Alai: nuovi spazi commerciali nel rispetto di norme che vanno ben oltre gli aspetti culturali

Milano, 29 ottobre 2015 – Grazie ad una procedura seguita in tutte le sue fasi, dalla mungitura del latte fino alla trasformazione in caseificio, da Rabbini, é nata la prima forma di Parmigiano Reggiano destinata al consumo da parte di Ebrei  osservanti. Un vero e proprio momento storico é stata la certificazione, dopo 12 mesi di stagionatura, della prima forma di Parmigiano Reggiano “Kosher” (cioè prodotto rispettando le leggi alimentari “kasherut”), nome dato ai prodotti alimentari che da oltre tremila sono concessi da Torah agli Ebrei osservanti. Prodotta un anno fa dalla prestigiosa Bertinelli di Parma, la forma é stata riconosciuta dal consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano e da OK Kosher Certification, prestigioso ente specializzato con sede a New York, sede di una delle più importanti comunità ebraiche nel mondo.

Il Presidente del Consorzio di Tutela, Giuseppe Alai, ha dichiarato:” Siamo di fronte ad una realtà nuova e straordinariamente importante per noi, perché é ora sancito il rispetto di norme che vanno oltre i semplici aspetti culturali e sociali. Contemporaneamente, si aprono nuovi mercati e nuovi scenari di vendita e di consumo tra gli Ebrei osservanti ma anche tra coloro che, soprattutto negli Usa,  considerano i cibi kosher ideali per la loro salubrità o per portare avanti scelte alimentari o, ancora, per motivi di salute”.

Nel mondo sono 13,5 milioni le persone di fede ebraica (solo in Italia sono 40000), ma ci sono altri 12,5 milioni di persone che consumano cibi Kosher senza essere Ebrei. Negli States questi alimenti rappresentano il 30% di quelli venduti nei supermercati.

Elazar Cohen, commissario del Padiglione Expo di Israele, afferma soddisfatto:”Abbiamo ospitato con molto piacere questo evento che segna un ulteriore punto di contatto tra saper fare italiano e cultura ebraica e israeliana. Insieme portiamo avanti progetti umanitari, sociali e tecnologici in ambito agricolo in tutto il mondo”

Molto soddisfatto anche Nicola Bertinelli, amministratore delegato dell’azienda che ha prodotto la forma:”  É stato un percorso splendido ma alternativo e non facile, che ha costretto allevatori, caseifici e maestri casari a dare il meglio di loro”. In seguito si é concentrato sul percorso produttivo:” Partire da un’alimentazione delle bovine totalmente naturale era già stabilito dalla disciplinare, é dunque era un elemento di compatibilità con le norme kasherut, ma le particolari tecniche di allevamento e mungitura, così come le norme in tema di impianti e strutture, hanno richiesto la consulenza di un rabbino”

Intanto, la produzione di 5000 forme della prima annata sono state completamente vendute, segno di grande interesse per il prodotto. Grazie a questa nuova intuizione imprenditoriale il Consorzio, nella persona di Nicola Bertinelli, dimostra di essere sempre attento all’apertura di nuovi mercati e di rispettare le tradizioni proprie e altrui. 

Ricordo sempre le parole di un grande chef, che mi disse che un buon ristoratore deve sempre avere nel proprio menù un prodotto conforme alle leggi “kasherut”. In questo il Consorzio Grana Padano si dimostra ancora un volta proiettato verso il futuro, nonostante i tentativi di imitazione che non hanno nulla a che vedere con il “Re dei Formaggi italiani”. Luigi Massimo Pavanello