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Scoperchiamo la pentola

Chiodi Latini New Food a Villa Somis é più di un ristorante, é un percorso gastronomico verso il futuro

04 luglio 2016

Chiodi Latini New food a Villa Somis é più di un ristorante, é un viaggio gastronomico verso il futuro
Torino – Quello che abbiamo provato e che vogliamo condividere con voi é un’idea di ristorante senza preclusioni di accoglienza, un nuovo modello di cucina, almeno oggi, ma che siamo certi che entro un decennio rappresenterà una filosofia, un modo di concepire e interpretare il mondo del cibo e il rapporto con lo stesso.
Il coraggioso Chef che ha dato vita a questo Vegan Temporary Place all’interno di Villa Somis é uno Chef di rango della ristorazione subalpina e non solo, Antonio Chiodi Latini, uno tra i protagonisti più accreditati per la cucina da Cerimonia, Grandi Banchetti, Matrimoni. É difficile trovare un torinese che non sia mai stato invitato ad un conviviale a Villa Somis, la splendida location di Strada Comunale Val Pattonera 138, che ha visto celebrare tra le sue mura centinaia di eventi; qui si sono consumati negli ultimi 25 anni oltre millecinquecento matrimoni.
Un punto fermo per la cerimonia d’autore, passato anche attraverso una lunga esperienza nell’altra dimora che lui e la sua famiglia Chiodi Latini ha gestito per molti anni: il Nove Merli nel Castello di Piossasco.
Oggi Antonio Chiodi Latini e la moglie Rosa in sala hanno cercato di interpretare gli scenari e l’evoluzione del mondo  della ristorazione, capire i cambiamenti di un settore afflitto da anni da una crisi che presentava una saturazione della proposta economica, del resto i matrimoni nell’ intero paese sono diminuiti, la gente non si sposa più e le convivenze sono il modello sociale di questo secolo.
Passando attraverso uno studio durato più di tre anni, basato sul forte convincimento che la Cucina Vegana sarà la cucina del futuro, Antonio Chiodi Latini ha trovato ospitalità al piano alto della Villa, dove ha aperto da pochi mesi Chiodi Latini  New Food, una location da 25/35 posti molto gradevole grazie a pareti, tendaggi, tavoli e sedie, tutto con colori caldi, avvolti nel dominante verde salvia. Davvero un’atmosfera  che ti mette subito a tuo agio per affrontare il percorso gastronomico che il menù propone nelle diverse declinazioni Terra, Aria e Fuoco, rispettivamente  di tre, cinque, sette piatti, se poi siete fortunati e volete come noi andare oltre Antonio e Rosa vi deliziano servendovi  un menù di dieci piatti e anche un fuori via non in carta. 
Ispirato da T. Colin Campbell, biochimico, nutrizionista americano e da quel Rudolf Steiner, filosofo austriaco, che ispiró l’agricoltura  biodinamica, Antonio ha colto l’eredità del passato accademico e non solo dei due luminari, elaborando un modello gastronomico eccellente, ha codificato un sistema su basi principali che porta l’alimento al centro del progetto, da vegetale alla fase finale deve essere utilizzato tutto, si presta una grande attenzione alle cotture a bassa temperatura, ogni ricetta é figlia di uno studio profondo ma sopratutto la consapevolezza che nel presentare una proposta come questa c’è del bene, del sociale, si fa cultura del cibo a 360 gradi, perché Antonio Chiodi Latini sta veramente dando tutto se stesso in questa nuova avventura, raccogliendo un opportunità ne siamo certi  di presentarsi e lasciare qualcosa di importante ai suoi clienti.
Con questa alimentazione si compie un percorso che come dichiara lo Chef alimenta il cervello, si decide di arrivare sperimentare un alimentazione che lui definisce personale / ma impersonale allo stesso tempo. Dolce, amaro, acido salato concetti fondamentali per qualunque tipo di cucina.Anche se la vera differenza la puoi portare in cucina se conosci il prodotto, Antonio Chiodi Latini e questo,usa la tecnica la dove ha bisogno che serva, l’ intelligenza di un grande chef e scegliere le materie prime, nel prendere il vocato, il riso migliore, capire il punto di rottura dell’amido le reazioni dei chicchi, l’ abbinamento, come quello che abbiamo degustato un Riso alle Mandorle di eccellente fattura, una contaminazione di sapori e sensazioni uniche, che poi ritroviamo nel piatto successivo Ostriche e Orecchiette unica proposta non vegana al 100%, ma poi ancora una pasta e ceci in tre declinazioni, un mix da mescolare da provare da solo e poi completare l’ esercizio insieme alla passata,inzuppare, mescolare non avere paura di toccare l’ essenza e proprio lo chef che ci consiglia di rompere gli equilibri andare a caccia di tutti i sentori che ogni piatto ci lascia.un emozione, un ricordo, un idea, un pensiero positivo Ottimi i dolci, ma  merita una segnalazione la carta dei vini che presenta etichette vegane, di notevole qualità, tutte bottiglie certificate Demeter, delle vere chicche. Il locale chiude il lunedì e il martedì, aperto dal mercoledì alla domenica a pranzo e cena, per ogni informazione e prenotazione consultare www.villasomis.iLuigi Massimo Pavanello
Pasta e ceci

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