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Ambiente

La Clessidra Ambientale è in equilibrio fra nutrizione umana e tutela dell’ambiente

10 novembre 2014

La Clessidra Ambientale è in equilibrio fra nutrizione umana e tutela dell’ambiente

“Il consumo reale di carne degli italiani è in linea con il modello nutrizionale della dieta mediterranea e garantisce il giusto equilibrio fra nutrizione, tutela ambientale e sostenibilità economica

Milano – Mercoledì 22 ottobre 2014 è stato presentato, presso Expo Gate, a Milano, la Clessidra Ambientale, sviluppata nell’ambito del rapporto “La sostenibilità delle carni in Italia” : un approccio innovativo sull’equilibrio fra nutrizione umana e tutela dell’ambiente. Organizzato da Assica, Assocarni e Unaitalia, le principali associazioni di categoria delle tre filiere italiane della carne più importante di bovino, suino e avicolo. Negli ultimi anni il consumo di carne è divenuto oggetto di molte attenzioni e di dibattito, legati soprattutto a ragioni nutrizionali e ambientali. Oggi, con la presentazione della Clessidra Ambientale e il più ampio rapporto sulla sostenibilità delle filiere della carne in Italia, i produttori vogliono far conoscere il loro punto di vista, fornendo una sintesi chiara e comprensibile delle conoscenze e dei più recenti orientamenti tecnico-scientifici circa la sostenibilità delle carni sotto diverse chiavi di analisi: nutrizionali, ambientale, economica e sociale. Il settore delle carni è quello meno soggetto al fenomeno dello spreco sia dal lato del consumo, per il valore economico, culturale e sociale percepito per questi alimenti da parte dei consumatori, che da quello della produzione, per la struttura e l’organizzazione virtuosa della filiera. L’allevamento ha un tasso di spreco dello 0,14%, rispetto al 0,31% del cerealicolo e al 4,67% dell’ortofrutticolo. Una filiera virtuosa anche dal punto di vista della qualità e sicurezza, garantite per legge dai numerosi controlli e dagli autocontrolli messi in atto dalle autorità e dalle stesse organizzazioni coinvolte nella catena produttiva. Per quanto riguarda i controlli, il sistema sanitario italiano è uno dei più strutturati a livello mondiale, grazie ai circa 4.500 veterinari pubblici coinvolti, alle verifiche effettuate, alla completa tracciabilità dei prodotti che portano al 99,9% dei controlli sulle carni e sui salumi consumati in Italia e che risultano conformi ai requisiti di legge. Il settore delle carni in Italia genera un valore economico dell’ordine di 30 miliardi di euro all’anno, rispetto a circa 180 dell’intero settore alimentare e ai 1500 del PIL nazionale; mentre, le tre filiere principali (avicola, bovina e suina) si ripartiscono in modo equivalente il valore economico complessivo, le differenze si trovano nel numero di addetti in Italia: 80mila per le carne bovine, 44mila per le carni suine e i salumi e 55mila per le carni avicole, per un totale di circa 180mila addetti. Il rapporto “La sostenibilità delle carni in Italia” e i risultati in esso contenuti, vogliono rappresentare un punto di partenza per un confronto costruttivo e trasparente libero da preconcetti e mosso dalla volontà di analisi scientifica e oggettiva. “Carni Sostenibili”, invece, è nato dalla comunione di intenti delle tre principali associazioni di categoria e con il loro sito di riferimento si propongono di trattare in modo trasversale tutti gli argomenti legati al mondo delle carni con un approccio formativo e informativo per contribuire ad una informazione equilibrata su salute, alimentazione e sostenibilità. Donato D’Auria

La Clessidra Ambientale

(Foto: Sebastiano Spina)

 

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