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Eventi locali

La Sagra Regionale del Ciapinabó compie 28 Anni

22 ottobre 2019

Carignano (To) – Come da tradizione, ormai, la seconda domenica di ottobre torna a Carignano la Sagra Regionale del Ciapinabò, giunta al suo ventottesimo anno dalla fondazione. Lo storico comune della Città Metropolitana di Torino ha visto la presenza di un folto pubblico e di un numero considerevole di produttori, tutti riuniti per celebrare un prodotto storico delle campagne e della civiltà contadina piemontese, il Topinanmbur o “Ciapinabó” (nome in dialetto piemontese di questo particolarissimo tubero).

Al timone della Sagra, anche in questa edizione, l’ente manifestazioni di Carignano, che ha curato l’evento con un occhio di riguardo sia per i produttori, ovviamente grandi protagonisti dell’evento, che per i produttori provenienti da altri territori, alcuni dei quali presenti da molti anni nella centralissima piazza Carlo Alberto di Carignano, sede dell’evento, iniziato ufficialmente sabato 11 ottobre e culminato nella giornata di domenica 12, al termine di un lungo fine settimana di eventi, incontri, degustazioni e feste che hanno coinvolte le scuole, le istituzioni e tutti i produttori del territorio.

Organizzare questo evento, quasi trent’anni fa, a molti sembrava una pazzia, a causa del fatto che la produzione del Ciapinabó era praticamente scomparsa. Alla fine, tuttavia, la determinazione di Roberto Brunetto e del suo staff ha avuto la meglio, facendo rinascere una tradizione che oggi viene portata avanti da 3 trasformatori e da 7 piccoli e medi produttori con un ettaro ciascuno di produzione. Una Sagra che, a tutti gli effetti, ha reso questo evento uno dei più famosi in ambito piemontese, in grado di avere anche un riconoscimento formale maggiore.

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la presenza di produttori che si sono affezionati all’evento di Carignano, come Antonio Capello, presente con le prelibatezze della sua Agromacelleria da quindici anni in Fiera a Carignano, senza dimenticare il poeta contadino Antonio Candellero, vero e proprio alfiere della tradizione poetica contadina, il cui storico vivaio sta per chiudere a causa della mancanza di eredi, determinando la perdita dei suoi antichi saperi. Donato D’Auria

 

 

 

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