seguici anche su

MENSILE REGISTRATO AL TRIBUNALE DI TORINO N° 6 DEL 25.02.2014 - DIRETTORE RESPONSABILE DONATO D'AURIA

Agroalimentare

La stagione dell’olio Extravergine pugliese scarsa e prezzo alle stelle

10 gennaio 2015

La stagione dell’olio Extravergine pugliese scarsa e prezzo alle stelle

Ascoli Satriano (Foggia) – La stagione dell’olio 2014 in Puglia verrà ricordata come una delle più difficili, ancora più magra del 1971, che gli anziani agricoltori ricordino. Una stagione da dimenticare per la raccolta, causa le giornate piovose di luglio quando i fiori sarebbero dovuti diventare frutto in maturazione, anziché legarsi in acquose drupe per poi cadere a terra con folate di vento e di pioggia. Sia il freddo che il caldo sono arrivati nei momenti sbagliati, condizionando l’allegagione. Furti a raffica negli uliveti e nei frantoi. Le autocisterne scortate dalla Polizia contro le bande organizzate e ronde armate negli uliveti terrorizzati dai predoni. Controlli raddoppiati nelle campagne, contro, le bande di ladri che saccheggiano gli uliveti. L’olio extravergine pugliese e stato attaccato da maltempo, mosca olearia e xylelle nel Salento e va a ruba. Merce preziosa, soprattutto in questo periodo in cui la produzione di olio d’oliva in Italia è crollata a causa del maltempo e attacchi della mosca olearia. Nella zona dei Colli Dauni è stato stimato un crollo del raccolto al 45%, ma di buon livello qualitativo, solo nel Comune di Biccari hanno dovuto buttare tutto o non raccoglierle proprio. Nella contrada Mezzana della Terra di Ascoli Satriano, la produzione è stata di un terzo, ma l’olio è risultato di ottima qualità. Sono stati anche anticipati i tempi di raccolta di qualche giorno per fermare l’azione devastatrice dell’insetto.

Se la produzione si dimezza, i prezzi salgono; ciò da una parte ricompensa i piccoli produttori che gli anni scorsi erano costretti a vendere l’olio sotto costo o con margini esigui. Infatti, con la carenza del prodotto, i prezzi potranno tornare remunerativi. Poco tutelato da normative che consentono l’arrembaggio sul mercato italiano di oli stranieri, che finalmente vendono a prezzo giusto. I potenti marchi che vendono prodotti non italiani vedrà crescere la sua area di manovra in Italia e con il camuffamento sarà straordinariamente competitiva all’estero.

Navi cisterne e autobotti sono già in viaggio verso l’Italia da Turchia, Grecia e Tunisia per inondare il mercato di oli che non hanno mai visto un ulivo e che diventano verdi perché vengono colorati con la clorofilla e c’è il rischio che olio straniero sarà venduto come made in Italy e che, addirittura, prodotti di bassa qualità vengono spacciati come Dop o Igp.  Gli appassionati del vero olio pugliese vogliono offrire l’olio incontestabile di loro produzione come gioielli di famiglia. Si invita a controllare e leggere bene le etichette, dove è in vigore l’obbligo di indicare la provenienza e tutelare l’olio extravergine della prima Regione d’Italia per la produzione e garantire il condimento del piatto clou della dieta mediterranea: la pasta. La preoccupazione per l’annata difficile viene supportata da una buona notizia arrivata dal nostro Parlamento con il via libera alla legge comunitaria, che impone l’uso del tappo antirabbocco per i contenitori di olio extravergine di oliva serviti in tutti i pubblici esercizi. Sulle tavole di bar, trattorie, ristoranti, l’olio potrà essere servito solo in bottiglie dotate di questo nuovo tappo, che impedirà riempire con prodotti che non hanno nulla a che fare con quanto indicato in etichetta. Donato D’Auria

Oliveto di Mezzana della Terra sui Monti Dauni

(Foto: Sebastiano Spina)