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Eventi internazionali

Il Salone del Gusto e Terra Madre portano a Torino il buon cibo e il futuro del Pianeta – 2^ Parte

30 ottobre 2014

Il Salone del Gusto e Terra Madre portano a Torino il buon cibo e il futuro del Pianeta – Seconda Parte

Torino – Dopo aver visitato Torino, io e i miei amici giornalisti ci gettiamo a capofitto nell’atmosfera del Salone, che da quest’anno, per consentire ad un numero sempre maggiore di espositori di venire a Torino, ha dedicato spazi particolari outdoor allo street food, dove ho trovato spunti interessanti come la zuppa di cicerchie e cicoria di Sora Checca. Dicevamo dell’Oval Lingotto, sede durante le Olimpiadi di Torino 2006 delle gare di pattinaggio di velocità (in questo impianto Enrico Fabris vinse due medaglie d’oro), e ora casa di Terra Madre. Qui, in mezzo a tanti espositori di tutti i Paesi del mondo, la nostra redazione ha gradito molto il piatto degustazione di formaggi dei Paesi Baschi Francesi, accompagnato dal Jàmon Pata Negra, prosciutto tanto amato da me e Manolo. Meritano sicuramente una citazione gli spazi esposizione di Svizzera e Svezia, straordinariamente ricchi di prodotti d’eccellenza, presidi Slow Food e soprattutto di interessantissime conferenze. La nostra redazione ha poi proseguito il suo ideale percorso attraverso il Salone assistendo ad un interessante spettacolo presentato da Koinè Teatro Sostenibile riguardi i vantaggi dell’agricoltura familiare, vero e proprio leitmotiv di quest’edizione del Salone del Gusto e Terra Madre. In seguito, il nostro gruppo di giornalisti ha raggiunto lo spazio esposizione della Slovenia, dove abbiamo potuto assaggiare un ottimo pane di pasta madre con trota e marmellata slovena, sorprendentemente piccante. Lasciata definitivamente Terra Madre, ci siamo spostati nella zona riservata al Salone del Gusto propriamente detto, cioè i tre padiglioni d’esportazione dedicati alle eccellenze delle regioni e ovviamente ai Presidi Slow Food, che riservano sempre piacevoli sorprese. Una di queste potrebbe essere il conciato romano, che può essere considerato il più antico formaggio d’Italia, dato che la sua ricetta potrebbe risalire addirittura ai tempi dei Sanniti. Proprio nelle antiche terre sannitiche, precisamente nel comune casertano di Castel di Sasso, l’agriturismo le Campestre lavora questo antico formaggio con metodi tradizionali. In seguito la nostra redazione si è spostata presso lo stand della confetteria di Andria; Giovanni Mucci, che utilizza soltanto materie prime di altissima qualità per produrre confetti di ogni genere, che nel suo laboratorio di Andria utilizza anche Presidi Slow Food. Per quanto riguarda i vini, il nostro giornale non può che segnalare nello spazio Campania il consorzio dei vini del Sannio, che nell’area del beneventano produce falangina, spumante, Falanghina DOP e, inoltre, un interessantissimo moscato passito che ci sentiamo di consigliare vivamente. Nello Spazio Piemonte il nostro giornale ha selezionato tre stand di assoluto livello per quanto riguarda il gusto. Il primo, sicuramente più grande degli altri, è la Lenti di Santena, azienda leader nella produzione di prosciutti cotti e arrosti di qualità, di cui il nostro giornale ha già parlato ampiamente. Altra nostra vecchia conoscenza è la Cascina Capello di Villanova d’Asti, che proponeva una battuta al coltello e un hamburger di Fassone che hanno affascinato i frequentatori del Salone, come ha dichiarato al nostro giornale Antonio Capello di Cascina Capello. Il terzo stand selezionato, l’Agroturismo di Cascina Ollero, Azienda Agricola di None, dove si allevano bovini e caprini da latte. L’intera produzione viene impiegata per la produzione di formaggi freschi e stagionati. Poco prima di congedare i miei amici, e pronto a scrivere il mio terzo articolo sul Salone del Gusto, mi congedo una birra con il mio amico sloveno Jaka Jazbec, anch’egli stupito da un Salone del Gusto e Terra Madre che non si può non definire straordinario. Luigi M. D’Auria

 Emanuela e Loredana, la terza generazione di Giovanni Mucci di Andria

(Foto: Sebastiano Spina)

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